Sigari della Giamaica


Il tabacco è presente spontaneamente in Giamaica, dove il suolo, di origine vulcanica, è molto fertile e il clima, come quello di Cuba, è favorevole alla crescita del tabacco. Sebbene raramente si pensi alla Giamaica come produttrice di sigari, le piantagioni di tabacco giamaicane risalgono a metà del 17º secolo quando l'isola fu colonizzata dall'impero britannico.

Dopo la nazionalizzazione dell'industria cubana dei sigari da parte di Castro e l'embargo degli Stati Uniti negli anni 60 l'industria del sigaro giamaicano divenne una delle maggiori del mondo. A partire dal 1998, la Giamaica divenne il quarto maggior produttore di sigari premium per il mercato americano, dopo la Repubblica dominicana, l'Honduras e il Nicaragua. Nel 1998 furono 23 milioni i sigari premium fatti a mano inviati negli Stati Uniti dalla Giamaica.


Tuttavia, negli anni seguenti, cominciò il declino dell'industria dei sigari giamaicani. Parecchi fattori contribuirono a tale declino: l'aumento del costo del lavoro ridusse i margini e portò alla chiusura di molte industrie, e una serie di uragani spazzarono via molte fabbriche.

Inoltre, molte delle maggiori compagnie di sigari lasciarono la Giamaica e si spostarono nella Repubblica Dominicana. Anche sigari famosi, etichettati come giamaicani, come il famoso Royal Jamaican, sono oggi prodotti nella Repubblica Dominicana.

L’industria dei sigari giamaicana è però oggi di nuovo presente nel paese e il suo elemento di punta sono i sigari “puro”, sigari nei quali tutti gli ingredienti provengono dallo stesso paese. Le marche più famose sono il Barrington House e la Adduci Cigars.


Tratto da: cigarcabana.com