Sigari Toscani


Sigaro Toscano


Il sigaro toscano nasce nel 1818  grazie a Ferdinando III, granduca di Toscana, che fondò a Firenze una manifattura di tabacchi in cui venivano prodotti sigari fermentati. Un giorno un violento acquazzone colpì le foglie lasciate al sole ad asciugare e, invece di buttare il prodotto, si decise di investire in un sigaro di qualità bassa da dare al popolo. Il successo fu immediato e la produzione è continuata fino ad oggi.


Ai nostri giorni il Toscano viene prodotto dalla Manifatture Sigaro Toscano con tabacco non conciato di tipo Kentucky, fermentato in maniera naturale. Viene prodotto in stabilimenti collocati presso Lucca in Toscana, e Cava de' Tirreni in Campania e può essere realizzato a mano o a macchina.



Cernita, Apprestamento e Bagno

Il tabacco utilizzato per la realizzazione di un sigaro Toscano è il tabacco Kentucky. Rappresenta circa l’1% della produzione mondiale di tabacco mentre in Italia è un’eccellenza del settore agricolo.


Sono circa 300 i coltivatori in Italia che lavorano questo tabacco, facendoci diventare il primo paese europeo produttore di tabacco per sigari.


Coltivare il tabacco Kentucky presenta parecchie difficoltà. Innanzitutto gli alti costi per le fasi del processo produttivo, poi la manodopera altamente qualificata, la specializzazione nella coltivazione e la attenta fase di cura.


Ad esempio, per un ettaro di coltivazione, occorrono circa 700 ore lavorative. Il costo del lavoro, come mano d’opera, supera la metà del prodotto finito.


A parte le lavorazioni del terreno ed i trasporti, tutte le altre operazioni vengono svolte a mano, in particolare cimatura, raccolta, cura e cernita. La manodopera per la raccolta e cernita è prevalentemente femminile: le donne sanno meglio riconoscere le foglie mature durante la raccolta e suddividere le stesse per livello di qualità nelle operazioni di cernita.


(Liberamente tratto da: storienogastronomiche.it)



La prima fase per la realizzazione del sigaro è la cernita. In tale fase viene fatta una divisione del raccolto scartando quello non idoneo. Vengono differenziate le foglie da fascia, raggruppate in mazzi da cinquanta, da quelle per il ripieno. Le foglie vengono poi sistemate in apposite scatole di carta e successivamente alloggiate in locali resi isolati termicamente. 


La seconda fase è quella dell’apprestamento: le scatole precedentemente sistemate e lasciate isolate per qualche mese, vengono disimballate e il contenuto collocato in specifiche gabbie metalliche.


La terza fase è quella di bagnamento. Le gabbie metalliche contenenti le foglie vengono immerse in vasche d'acqua tiepida demineralizzata per meno di trenta minuti. In questa maniera il tabacco diventa elastico e della giusta resistenza per la fase di lavorazione. In aggiunta il tabacco per il ripieno viene predisposto alla fermentazione.



Scostolatura

Durante questa fase i mazzi di tabacco da fascia vengono suddivisi in rapida e sventolati per favorire il distacco delle foglie.


La disposizione dei lembi con le nervature in alto viene mantenuta fino al confezionamento, affinché le nervature finiscano all'interno della fasciatura.


La fascia bagnata è altamente deperibile e, se non risulta possibile usarla in tempi brevi, viene conservata in frigorifero ad una temperatura compresa tra i 5° e i 10° C.



Fermentazione

Le foglie da ripieno vengono poste in contenitori metallici per poter fermentare. Il processo di fermentazione dura 14-21 giorni e viene determinato dall'alto contenuto di acqua, assorbita e trattenuta dal tabacco durante il bagno in acqua demineralizzata.



Prosciugamento, Battitura e Vagliatura del Ripieno

Durante la fermentazione avviene il rivolgimento del tabacco in più fasi, e il processo di demolizione delle masse per il primo prosciugamento. Grazie a queste operazioni si ha un rinnovamento della scorta di ossigeno attivo e una miscelazione del ripieno in modo da poter usufruire degli effetti della fermentazione in modo uniforme. 


Al termine dei giorni di fermentazione si procede all'eliminazione della costola, fase che prende il nome di 'battitura'.


Per il sigaro Toscano sono previsti due tipi di battuto: uno di maggiori dimensioni (per i sigari confezionati a mano) e uno di minori dimensioni (per i sigari confezionati a macchina).


Il ripieno per i sigari confezionati a mano viene portato ai laboratori di confezionamento manuale, dove le sigaraie selezionano il quantitativo necessario per il singolo sigaro. 


Il ripieno verrà composto da pezzi di battuto grandi e piccoli, affinché la densità risulti uniforme per tutta la lunghezza e la disposizione dei vari pezzi favorisca il tiraggio.



Fabbricazione

La fabbricazione vera e propria del sigaro Toscano avviene per mano delle sigaraie.


La loro grande abilità sta nello scegliere il quantitativo giusto di ripieno e nell'arrotolare il tutto con perfetta maestria, in modo da ottenere una perfetta tiratura.


La prima operazione svolta dalla sigaraia è la stesura della fascia esterna. In questa fase le dita della sigaraia si bagnano nella ciotola contenente colla di mais e stendono il colorante sulla tavoletta di legno. In tal modo, la metà di una foglia di Kentucky, stesa e posizionata sul ripiano inumidito, resta ben aderente. Con l'estremità del coltello viene delineata la sagoma della fascia del sigaro. 


È fondamentale che le nervature della foglia siano parallele all'arrotolamento per evitare che creino resistenza e che la fascia si apra durante l'essiccazione del sigaro Toscano.


La seconda operazione è la pesatura e pettinatura. Le sigaraie prelevano i pezzi di tabacco fermentato e li soppesano per verificare che il quantitativo sia giusto, li 'pettinano' e li dispongono in modo da creare un sigaro dalla giusta forma e consistenza.


Infine vi è la terza ed ultima operazione di chiusura. Dopo aver formato il mazzetto la sigaraia, tenendolo serrato, lo dispone sulla scarpetta già sagomata e solleva la punta del lembo inferiore della fascia. Inizia poi ad avvolgere diagonalmente e verso l'alto la foglia che va a contenere i filamenti. Le estremità del fuso, irregolari e asimmetriche, vengono poste su una taglierina a manico per il taglio e per giunguere alla forma finale. 


Essicazione

Una volta confezionato il sigaro toscano viene controllato da un’apposita commisione che trasferisce i sigari idonei su telai di legno con fondo di rete a maglie piccole, mentre i pezzi difettosi vengono restituiti alle sigaraie per il riconfezionamento. 


Ogni telaio contiene dai 200 ai 225 sigari: li ospiterà per 12 mesi, durante i quali un'ultima fase di essiccazione abbasserà l'eccessivo contenuto di acqua, nociva per la conservazione.



Maturazione

I sigari vengono avvolti in uno strato di cellofan per la maturazione finale che dura circa dodici mesi. 


Avviene poi un ulteriore controllo che seleziona, in via definitiva, i sigari idonei per il mercato. Alla fine del processo il sigaro è pronto per essere acquistato dagli intenditori che apprezzano il processo di fabbricazione e la tradizione a cui è legato.


(Liberamente tratto da: Fincato La casa dell’Habano)